Un gesto semplice, ma carico di significato: un iftar organizzato dalla Moschea di Centocelle Al-Huda in collaborazione con la Parrocchia di San Felice Da Cantalice ha trasformato una serata di Ramadan in un momento autentico di incontro tra fedi, culture e comunità diverse.
L’iniziativa, nata dalla volontà condivisa delle due realtà religiose, ha visto una sentita partecipazione della comunità musulmana della zona, che ha preso parte numerosa alla rottura del digiuno, insieme ad alcune realtà italiane non musulmane invitate per l’occasione, tra cui: l’onorevole Paolo Ciani, la consigliera Carla Fermariello, la consigliera Elena Antiozzi, i focolari, la comunità Sant’Egidio, alcuni professori dell’università Tor Vergata e La Sapienza. Un’opportunità preziosa per conoscersi, dialogare e costruire relazioni fondate sul rispetto reciproco.

Un momento simbolico davanti alla chiesa
Particolarmente toccante è stato il momento dell’adhan, il richiamo alla preghiera, che è risuonato davanti alla Parrocchia. Un gesto dal forte valore simbolico: due fedi che, pur nella loro diversità, hanno scelto di condividere uno spazio e un tempo significativi.
Subito dopo, la preghiera del maghrib è stata svolta in un clima di raccoglimento e serenità, con la partecipazione della comunità musulmana presente, mentre tanti ospiti hanno assistito con rispetto a questo momento spirituale così importante.
Non si è trattato soltanto di un evento religioso, ma di una vera e propria giornata di condivisione. I presenti hanno potuto confrontarsi, scambiarsi esperienze e riflessioni, riscoprendo valori comuni come la solidarietà, l’attenzione verso il prossimo e l’importanza della comunità.
Un segno concreto di dialogo interreligioso
La collaborazione tra la Moschea Al-Huda e la Parrocchia di San Felice rappresenta un segno concreto di dialogo interreligioso. Un esempio di come sia possibile lavorare insieme per promuovere la conoscenza reciproca e rafforzare il tessuto sociale del territorio.
La cena dell’iftar, offerta dalla moschea, è stata condivisa attorno a tavoli che hanno riunito persone di età e percorsi diversi, in un clima di fraternità e accoglienza.
Un ringraziamento speciale va ai ragazzi del GMI, che con impegno, entusiasmo e spirito di servizio hanno curato l’organizzazione dell’evento in ogni suo aspetto. Dalla preparazione degli spazi all’accoglienza degli ospiti, fino al coordinamento dei numerosi giovani volontari, il loro contributo è stato fondamentale per la riuscita della serata.
Il loro lavoro testimonia quanto i giovani possano essere protagonisti attivi nella costruzione di momenti di dialogo e collaborazione, offrendo un esempio concreto di impegno e responsabilità.
Quella vissuta è stata molto più di una semplice rottura del digiuno: è stata un’esperienza di incontro autentico, un ponte tra comunità, un passo significativo verso una convivenza sempre più fondata sul rispetto e sulla reciproca conoscenza.


